<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dr.ssa Maria Lepri</title>
	<atom:link href="https://www.psicoterapiaromaest.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.psicoterapiaromaest.it</link>
	<description>Psicologa, Psicoterapeuta a Roma</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2025 13:17:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.10</generator>

<image>
	<url>https://www.psicoterapiaromaest.it/wp-content/uploads/2025/03/Maria-Lepri-150x150.png</url>
	<title>Dr.ssa Maria Lepri</title>
	<link>https://www.psicoterapiaromaest.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Psicoterapia di coppia: quando e perché può essere utile</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/psicoterapia-di-coppia-quando-e-perche-puo-essere-utile/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/psicoterapia-di-coppia-quando-e-perche-puo-essere-utile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 13:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2678</guid>

					<description><![CDATA[La vita di coppia è un cammino fatto di incontri, sintonie, ma anche di inevitabili incomprensioni e momenti di crisi. Due persone che scelgono di condividere la propria vita portano con sé storie, bisogni e modi di amare diversi: un intreccio che può arricchire ma, a volte, anche generare conflitti. La psicoterapia di coppia offre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-rank-math-toc-block has-secondary-background-color has-background" style="padding-top:0;padding-right:var(--wp--preset--spacing--30);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-left:var(--wp--preset--spacing--30)" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ol><li class=""><a href="#quando-puo-servire-la-psicoterapia-di-coppia">Quando può servire la psicoterapia di coppia?</a></li><li class=""><a href="#come-funziona-un-percorso-di-coppia">Come funziona un percorso di coppia</a></li><li class=""><a href="#non-sempre-significa-salvare-la-relazione">Non sempre significa “salvare” la relazione</a></li></ol></nav></div>



<p>La vita di coppia è un cammino fatto di incontri, sintonie, ma anche di inevitabili incomprensioni e momenti di crisi. Due persone che scelgono di condividere la propria vita portano con sé storie, bisogni e modi di amare diversi: un intreccio che può arricchire ma, a volte, anche generare conflitti.</p>



<p>La psicoterapia di coppia offre uno spazio protetto in cui guardare insieme a ciò che accade nella relazione. Non si tratta di stabilire chi ha ragione o torto, ma di comprendere i dinamismi reciproci, dare voce ai bisogni inespressi e aprire possibilità nuove di dialogo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="quando-puo-servire-la-psicoterapia-di-coppia"><strong>Quando può servire la psicoterapia di coppia?</strong></h2>



<p>Molte coppie chiedono aiuto quando i conflitti diventano frequenti o ingestibili, ma non è necessario aspettare che la relazione arrivi a un punto di rottura. Alcuni segnali che possono indicare l’utilità di un percorso di coppia sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>difficoltà di comunicazione, con litigi ricorrenti o silenzi che allontanano;</li>



<li>problemi legati all’intimità o alla sessualità;</li>



<li>momenti di transizione importanti (una convivenza, la nascita di un figlio, un trasferimento, la pensione);</li>



<li>tradimenti o rotture di fiducia;</li>



<li>vissuti di distanza emotiva, sensazione di “non capirsi più”.</li>
</ul>



<p>Se riconosci uno o più di questi segnali nella tua relazione, potrebbe essere il momento giusto per esplorare un nuovo modo di stare insieme. <strong><a href="https://www.psicoterapiaromaest.it/sede-e-contatti/" data-type="link" data-id="https://www.psicoterapiaromaest.it/sede-e-contatti/">Richiedi ora un primo colloquio per la psicoterapia di coppia</a></strong> e inizia a prenderti cura del tuo &#8216;noi&#8217;.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-funziona-un-percorso-di-coppia"><strong>Come funziona un percorso di coppia</strong></h2>



<p>Gli incontri, generalmente a cadenza settimanale, dalla durata di 60 minuti, permettono alla coppia di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>esplorare i modi di comunicare e i pattern relazionali che si ripetono;</li>



<li>riconoscere i bisogni emotivi di ciascuno;</li>



<li>imparare a trasformare il conflitto in occasione di crescita;</li>



<li>ritrovare uno spazio di intimità e vicinanza.</li>
</ul>



<p>Il terapeuta ha il compito di facilitare il dialogo, offrendo uno sguardo terzo e aiutando entrambi i partner a comprendere il proprio contributo nella dinamica di coppia. Per saperne di più, consulta la pagina dedicata al <a href="https://www.psicoterapiaromaest.it/servizi/psicoterapia-di-coppia/" data-type="page" data-id="1668"><span style="text-decoration: underline;"><strong>servizio di psicoterapia di coppia</strong></span></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="non-sempre-significa-salvare-la-relazione"><strong>Non sempre significa “salvare” la relazione</strong></h2>



<p>A volte la psicoterapia di coppia aiuta a ritrovare un legame più autentico e vitale; altre volte accompagna a riconoscere che la strada migliore è separarsi. In entrambi i casi, l’obiettivo è favorire consapevolezza, rispetto reciproco e possibilità di scelta.</p>



<p>La psicoterapia di coppia non è un tribunale né un pronto soccorso, ma uno spazio in cui la relazione può essere ascoltata, compresa e trasformata. È un invito a prendersi cura del “noi”, senza dimenticare il valore di ciascun “io”.</p>



<p></p>



<section class="wp-block-group alignfull cta-section is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained" style="margin-top:0;margin-bottom:0">
<div id="cta-content" class="wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="has-text-align-center has-medium-font-size">Fai il primo passo verso una relazione più sana e consapevole.</p>



<p class="has-text-align-center">La psicoterapia di coppia non è solo una soluzione ai conflitti, ma un&#8217;opportunità di crescita e trasformazione.</p>



<div class="wp-block-buttons cta-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button cta-button secondary"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="#prenota">Richiedi un colloquio</a></div>
</div>
</div>
</section>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/psicoterapia-di-coppia-quando-e-perche-puo-essere-utile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terapia online: perché scegliere uno psicoterapeuta di fiducia invece delle piattaforme</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/terapia-online-perche-scegliere-uno-psicoterapeuta-di-fiducia/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/terapia-online-perche-scegliere-uno-psicoterapeuta-di-fiducia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 11:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia online]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia online]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2645</guid>

					<description><![CDATA[Negli ultimi anni la psicoterapia online è diventata sempre più diffusa: bastano una connessione stabile e un dispositivo con videocamera per incontrarsi con il proprio terapeuta da casa o dal luogo in cui ci si trova. Accanto a questo sviluppo, sono nate numerose piattaforme di psicologia online, come Serenis o Unobravo, che propongono un servizio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-rank-math-toc-block has-secondary-background-color has-background" style="padding-top:0;padding-right:var(--wp--preset--spacing--30);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-left:var(--wp--preset--spacing--30)" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ol><li class=""><a href="#la-relazione-terapeutica-al-centro">La relazione terapeutica al centro</a></li><li class=""><a href="#continuita-esperienza-e-personalizzazione">Continuità, esperienza e personalizzazione</a></li><li class=""><a href="#trasparenza-e-fiducia">Trasparenza e fiducia</a></li><li class=""><a href="#un-setting-sicuro-e-riconosciuto">Un setting sicuro e riconosciuto</a></li></ol></nav></div>



<p>Negli ultimi anni la psicoterapia online è diventata sempre più diffusa: bastano una connessione stabile e un dispositivo con videocamera per incontrarsi con il proprio terapeuta da casa o dal luogo in cui ci si trova.</p>



<p>Accanto a questo sviluppo, sono nate numerose piattaforme di psicologia online, come Serenis o Unobravo, che propongono un servizio immediato e apparentemente “su misura”.</p>



<p>Ma è davvero la stessa cosa intraprendere un percorso su queste piattaforme o scegliere direttamente uno psicoterapeuta di fiducia?</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-relazione-terapeutica-al-centro"><strong>La relazione terapeutica al centro</strong></h2>



<p>La psicoterapia si fonda sulla relazione: è l’incontro umano tra due persone che diventa lo strumento principale di cambiamento.</p>



<p>Nelle piattaforme spesso si viene abbinati a un professionista tramite algoritmi o brevi questionari: un processo veloce, ma che rischia di ridurre la complessità dell’incontro a una semplice corrispondenza automatica.</p>



<p>Scegliere direttamente uno psicoterapeuta di fiducia significa poter decidere personalmente con chi intraprendere il percorso e valutare insieme, fin dal primo colloquio, se il percorso è adatto alle proprie esigenze. Non c’è un algoritmo a decidere, ma un incontro reale basato sull’ascolto reciproco. Se questo è l&#8217;approccio che cerchi, puoi approfondire la mia metodologia sulla pagina dedicata alla<strong> </strong><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.psicoterapiaromaest.it/servizi/consulenza-psicologica-online/" data-type="page" data-id="30">consulenza psicologica online</a></strong>.</span></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="continuita-esperienza-e-personalizzazione"><strong>Continuità, esperienza e personalizzazione</strong></h2>



<p>Le piattaforme hanno spesso vincoli organizzativi: orari prefissati, protocolli standardizzati e, talvolta, il rischio che il terapeuta venga sostituito. Questo può indebolire la continuità, che invece è essenziale per costruire fiducia e profondità.</p>



<p>Scegliendo uno psicoterapeuta di fiducia si ha la certezza di un percorso personalizzato, che tiene conto della storia, del ritmo e delle necessità di chi intraprende la terapia. In più, è possibile contare su una esperienza ventennale nella psicoterapia: un bagaglio di competenze che non sempre si trova sulle piattaforme, dove talvolta operano anche professionisti poco formati o con una pratica ancora limitata.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="trasparenza-e-fiducia"><strong>Trasparenza e fiducia</strong></h2>



<p>Le piattaforme trattengono una parte significativa della tariffa, che spesso non corrisponde al reale valore del lavoro svolto dal professionista. Questo può influire sulla qualità e sulla possibilità del terapeuta di investire nel proprio aggiornamento.</p>



<p>Scegliere direttamente uno psicoterapeuta di fiducia permette di avere un rapporto chiaro e diretto: si sa con chi si parla, come lavora e quali sono le condizioni del percorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-setting-sicuro-e-riconosciuto"><strong>Un setting sicuro e riconosciuto</strong></h2>



<p>La terapia online non è un “ripiego” rispetto a quella in presenza: è una modalità che ha dimostrato la sua efficacia, purché venga condotta con strumenti adeguati e in un setting pensato appositamente.</p>



<p>Un* psicoterapeuta di fiducia garantisce che ogni incontro avvenga in un contesto riservato, protetto e rispettoso delle esigenze della persona, mantenendo le stesse regole etiche e deontologiche di una terapia in studio.</p>



<p>Scegliere uno psicoterapeuta non è come prenotare un servizio qualunque: significa affidare la propria storia, le proprie fragilità e le proprie risorse a una relazione professionale di fiducia.</p>



<p>Le piattaforme possono essere una porta d’ingresso comoda e rapida, ma se si desidera un percorso realmente cucito su misura, con continuità, esperienza e attenzione alla qualità della relazione, scegliere direttamente un* psicoterapeuta di fiducia è la strada migliore.</p>



<p></p>



<section class="wp-block-group alignfull cta-section is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained" style="margin-top:0;margin-bottom:0">
<div id="cta-content" class="wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="has-text-align-center has-playfair-display-font-family has-large-font-size">Hai domande sulla terapia online?</p>



<p class="has-text-align-center">Se vuoi prenotare la tua prima consulenza o hai domande sui servizi offerti, sono qui per aiutarti. Facciamo insieme il primo passo verso il tuo benessere.</p>



<div class="wp-block-buttons cta-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button cta-button secondary"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="#prenota">Prenota la tua consulenza ora</a></div>
</div>
</div>
</section>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/terapia-online-perche-scegliere-uno-psicoterapeuta-di-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La dipendenza da cellulare, perché è così tanto utilizzato? </title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/la-dipendenza-da-cellulare-perche-e-cosi-tanto-utilizzato/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/la-dipendenza-da-cellulare-perche-e-cosi-tanto-utilizzato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 10:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2433</guid>

					<description><![CDATA[Non c’è una risposta universale che vada bene per tutti. Vorrei soffermarmi però sulla questione della noia. Spesso capita di rivolgere l’attenzione al cellulare quando siamo annoiati, ad esempio sull’autobus, quando siamo in fila alla posta o aspettando l’arrivo di una persona. Il tenere lo sguardo basso, fisso sullo schermo ci impedisce di entrare in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non c’è una risposta universale che vada bene per tutti. Vorrei soffermarmi però sulla questione della noia. Spesso capita di rivolgere l’attenzione al cellulare quando siamo annoiati, ad esempio sull’autobus, quando siamo in fila alla posta o aspettando l’arrivo di una persona. Il tenere lo sguardo basso, fisso sullo schermo ci impedisce di entrare in comunicazione con gli altri, di scambiare uno sguardo di intesa, anche solo di guardarsi intorno. Tutti gli stimoli devono essere filtrato da uno schermo. Il cellulare ci mette in una posizione comoda che non crea ansia ma che al contrario la risolve, facendoci chiudere in un guscio protettivo.<br>A volte è un modo per sfuggire alla noia: quando ci annoiamo veniamo in contatto con l’angoscia, la tristezza e il senso di vuoto. Ed è proprio da questo senso di vuoto che si fa di tutto per scappare, per non ascoltare le richieste del nostro Io interiore. <br><a href="http://www.psicoterapiaromaest.it/nomofobia-cura-3-passi-la-dipendenza-cellulare/">Per saperne di più</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/la-dipendenza-da-cellulare-perche-e-cosi-tanto-utilizzato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SHOPPING A OGNI COSTO: LA SINDROME DA ACQUISTO COMPULSIVO</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/shopping-a-ogni-costo-la-sindrome-da-acquisto-compulsivo/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/shopping-a-ogni-costo-la-sindrome-da-acquisto-compulsivo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicopatologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2349</guid>

					<description><![CDATA[Sono soprattutto donne di giovane età ad avere un desiderio irrefrenabile di fare acquisti anche di oggetti inutili che molto spesso gettano via, regalano o che comunque non usano La maggior parte delle persone, chi più chi meno, ama fare compere anche di oggetti poco utili magari approfittando di saldi o promozioni.&#160; Ma se un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Sono soprattutto donne di giovane età ad avere un desiderio irrefrenabile di fare acquisti anche di oggetti inutili che molto spesso gettano via, regalano o che comunque non usano</strong></p>



<p>La maggior parte delle persone, chi più chi meno, ama fare compere anche di oggetti poco utili magari approfittando di saldi o promozioni.&nbsp; Ma se un atteggiamento del genere accomuna la popolazione occidentale, esiste un limite oltre il quale il comportamento diventa una vera e propria patologia. Si tratta della sindrome da acquisto compulsivo che indica il desiderio irrefrenabile di fare acquisti. Ecco, infatti, come le persone affette da questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente in cui il desiderio di comprare diventa un impulso incontenibile. L’inutilità dell’oggetto è talmente evidente che spesso viene buttato via o regalato originando un sentimento di colpa o di vergogna. Non sempre è facile fare una diagnosi chiara e precisa della sindrome da acquisto compulsivo, visto che tale patologia prende le mosse da un comportamento normale e quotidiano. Un contributo importante, in questa direzione, ci è stato offerto dalla studiosa statunitense S.L. McElroy che propone i seguenti criteri diagnostici per delineare la linea oltre la quale lo shopping non può più essere considerato una quotidiana attività divenendo a tutti gli effetti un comportamento patologico.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La preoccupazione, l’impulso o il comportamento del comprare non adattivi esperiti come irresistibili, intrusivi o insensati; comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno), per un periodo di tempo più lungo di quello stabilito.</li>



<li>La preoccupazione, l’impulso o l’atto del comprare causano stress marcato, fanno consumare tempo, interferiscono significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo o determinano problemi finanziari (indebitamento o bancarotta).</li>



<li>Il comprare in maniera eccessiva non si presenta esclusivamente durante i periodi di mania o ipomania.</li>
</ol>



<p>Nel caso di sindrome da acquisto compulsivo è necessario l’aiuto di uno specialista che dovrà dietro esplicita richiesta della persona interessata promuovere un intervento volto in primo luogo alla normalizzazione del comportamento compulsivo, attraverso per esempio l’uso di un diario in cui annotare percezioni ed emozioni legate al comportamento patologico e delle circostanze che lo accompagnano. In un secondo momento il terapeuta dovrà aiutare il paziente a consolidare i cambiamenti e gli obiettivi raggiunti.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/shopping-a-ogni-costo-la-sindrome-da-acquisto-compulsivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PERSONE CHE AMANO TROPPO: LA DIPENDENZA AFFETTIVA</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/persone-che-amano-troppo-la-dipendenza-affettiva/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/persone-che-amano-troppo-la-dipendenza-affettiva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicopatologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2347</guid>

					<description><![CDATA[Quando l’amore diventa una patologia per una dipendenza estrema e per l’ossessivo desiderio di fondersi con l’altro In amore si sa è bello e gratificante darsi all’altro. Ci sono tuttavia delle situazioni estreme in cui l&#8217;amore verso l&#8217;altro presenta diverse caratteristiche delle dipendenze in generale. Ognuno di noi è dipendente in qualche misura ma a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Quando l’amore diventa una patologia per una dipendenza estrema e per l’ossessivo desiderio di fondersi con l’altro</strong></p>



<p>In amore si sa è bello e gratificante darsi all’altro. Ci sono tuttavia delle situazioni estreme in cui l&#8217;amore verso l&#8217;altro presenta diverse caratteristiche delle dipendenze in generale. Ognuno di noi è dipendente in qualche misura ma a differenza di una normale e auspicabile relazione amorosa nella dipendenza affettiva, il dipendente dedica completamente tutto se stesso all&#8217;altro. La diagnosi di dipendenza affettiva intende descrivere una dipendenza così estrema da essere patologica. I dipendenti affettivi, solitamente donne, nell&#8217;amore vedono la risoluzione dei propri problemi e nel partner la figura del salvatore tanto che quest’ultimo diventa lo scopo dell’esistenza. Il desiderio di fondersi con l’altro è così intenso che la temporanea assenza del partner genera un senso di vuoto e solitudine tale da dare la sensazione di non esistere. Secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, 1999) i criteri diagnostici per il Disturbo Dipendente di Personalità sono riassumibili in una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina un comportamento sottomesso e dipendente insieme a un timore della separazione, comportando: difficoltà a prendere decisioni quotidiane; difficoltà a esprimere disaccordo verso la persona amata per paura di perdere supporto e approvazione; difficoltà a iniziare progetti o a fare le cose autonomamente.&nbsp;</p>



<p>Tutto ciò comporta per l’amore-dipendente:&nbsp;</p>



<p>Paura di perdere l&#8217;amore;&nbsp;</p>



<p>Paura dell&#8217;abbandono, della separazione;&nbsp;</p>



<p>Paura della solitudine e della distanza;&nbsp;</p>



<p>Paura di mostrarsi per quello che si è;&nbsp;</p>



<p>Senso di colpa;</p>



<p>Senso d&#8217;inferiorità nei confronti del partner;&nbsp;</p>



<p>Rancore e Rabbia;</p>



<p>Coinvolgimento totale e vita sociale limitata;&nbsp;</p>



<p>Gelosia e possessività.&nbsp;</p>



<p>Le persone con una dipendenza affettiva necessitano di un supporto psicologico al fine di sviluppare un sé indipendente in grado sia di contattare i propri bisogni sia di tollerare di rimanere solo. Si tratta in sostanza di offrire a chi soffre “d’amore” uno spazio in cui migliorare l’autostima e ricostruire la perduta fiducia in sé.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/persone-che-amano-troppo-la-dipendenza-affettiva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I DISTURBI SOMATOFORMI: LA SOMATIZZAZIONE</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/i-disturbi-somatoformi-la-somatizzazione/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/i-disturbi-somatoformi-la-somatizzazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicopatologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2345</guid>

					<description><![CDATA[Si parla di somatizzazione quando il corpo esprime con un dolore un disagio psichico Come dice la parola stessa con la somatizzazione il corpo esprime con un dolore un disagio psichico. La diagnosi di somatizzazione è giustificata dal fatto che non sono presenti cause organiche o qualora fossero presenti esse sono così insufficienti da spiegare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Si parla di somatizzazione quando il corpo esprime con un dolore un disagio psichico</strong></p>



<p>Come dice la parola stessa con la somatizzazione il corpo esprime con un dolore un disagio psichico. La diagnosi di somatizzazione è giustificata dal fatto che non sono presenti cause organiche o qualora fossero presenti esse sono così insufficienti da spiegare le eccessive ed esagerate lamentele del soggetto. Secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 1999) i criteri per una corretta diagnosi del Disturbo di Somatizzazione sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Una storia di molteplici lamentele fisiche cominciata prima dei 30 anni, che si manifestano lungo un periodo di numerosi anni, e che conducono alla ricerca di trattamento o portano a significative menomazioni nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.</li>



<li>Tutti i criteri seguenti debbono essere riscontrabili, nel senso che i singoli sintomi debbono comparire in qualche momento nel corso del disturbo:</li>
</ol>



<ol class="wp-block-list">
<li>quattro sintomi dolorosi: una storia di dolore riferito ad almeno quattro localizzazioni o funzioni (per es. testa, addome, schiena, articolazioni, arti, torace, retto, dolori mestruali, dolori nel rapporto sessuale o durante la minzione);</li>



<li>due sintomi gastro-intestinali: una storia di almeno due sintomi gastro-intestinali in aggiunta al dolore (per es. nausea, meteorismo, vomito al di fuori della gravidanza, diarrea oppure intolleranza a numerosi cibi diversi);</li>



<li>un sintomo sessuale: una storia di almeno un sintomo sessuale o riproduttivo in aggiunta al dolore (per es. indifferenza sessuale, disfunzioni dell&#8217;erezione o dell&#8217;eiaculazione, cicli mestruali irregolari, eccessivo sanguinamento mestruale, vomito durante la gravidanza);</li>



<li>un sintomo pseudo-neurologico: una storia di almeno un sintomo o deficit che fa pensare ad una condizione neurologica non limitata al dolore (sintomi di conversione, come alterazioni della coordinazione o dell&#8217;equilibrio, paralisi o ipostenia localizzate, difficoltà a deglutire o nodo alla gola, mancamenti, afonia, ritenzione urinaria, allucinazioni, perdita della sensibilità tattile o dolorifica, diplopia, cecità, sordità, convulsioni, sintomi dissociativi come amnesia o perdita di coscienza con modalità diverse da mancamenti).</li>



<li>L’uno o l’altro di 1) e 2):</li>
</ol>



<ol class="wp-block-list">
<li>dopo le appropriate indagini, ciascuno dei sintomi del criterio B non può essere esaurientemente spiegato con una condizione medica generale conosciuta o con gli effetti diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso, o un medicinale);</li>



<li>quando vi è una condizione medica generale collegata, le lamentele fisiche o la menomazione sociale o lavorativa che ne deriva risultano sproporzionate rispetto a quanto di ci dovrebbe aspettare dalla storia, dall&#8217;esame fisico e dai reperti di laboratorio.</li>



<li>I sintomi non sono prodotti intenzionalmente o simulati (come nel Disturbo Fittizio o nella Simulazione).</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/i-disturbi-somatoformi-la-somatizzazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL CORPO CHE PARLA: I DISTURBI SOMATOFORMI</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-corpo-che-parla-i-disturbi-somatoformi/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-corpo-che-parla-i-disturbi-somatoformi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicopatologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2343</guid>

					<description><![CDATA[&#160;Nella nuova concezione olistica il corpo e la psiche non sono scissi ma sono strettamente interconnessi Anche se ancora si fa fatica ad accettarlo, sia in ambito medico sia a livello quotidiano, si considera ormai superata la concezione cartesiana dell’uomo come essere scisso tra mente e corpo. Nella nuova unità psicofisica si ritiene per tanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&nbsp;<strong>Nella nuova concezione olistica il corpo e la psiche non sono scissi ma sono strettamente interconnessi</strong></p>



<p>Anche se ancora si fa fatica ad accettarlo, sia in ambito medico sia a livello quotidiano, si considera ormai superata la concezione cartesiana dell’uomo come essere scisso tra mente e corpo. Nella nuova unità psicofisica si ritiene per tanto che qualsiasi disagio somatico sia determinato anche da fattori psicologici. Nella nuova accezione olistica il corpo e la mente sono strettamente interconnessi così da permettere, finalmente, una riconsiderazione totale dell’uomo contro la precedente visione che poneva risalto solo sul sintomo e il corpo. Coerentemente con quanto detto, sposare appieno tale prospettiva significa considerare l’individuo al centro anche della cura e della risoluzione del suo disagio. In altri termini questo implica che il vecchio modello medico con terapie e medicine, di natura spesso incomprensibile al malato, necessita di essere superato per responsabilizzare e quindi far comprendere a chi si trova in uno stato di sofferenza come migliorare il proprio benessere psicofisico. Tra i disturbi somatoformi maggiormente studiati ed elencati nel DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 1999) ricordiamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il Disturbo di Somatizzazione;</li>



<li>Il Disturbo Somatoforme indifferenziato;</li>



<li>Il Disturbo di Conversione;</li>



<li>Il Disturbo Algico</li>



<li>L’ipocondria</li>



<li>Disturbo di Dismorfismo corporeo</li>
</ul>



<p>Anche se ogni patologia va trattata in modo a sé stante, si può affermare che in genere il trattamento d’elezione per i Disturbi Somatoformi è la psicoterapia, il cui compito è eminentemente quello di aiutare l’individuo a simbolizzare psicologicamente quanto è stato spostato sul piano fisico. Compito non facile se si pensa che la principale difesa di questi pazienti è proprio quella di somatizzare ogni forma di disagio psichico. Per tanto l’efficacia del trattamento dipende dalla capacità del terapeuta di creare una solida alleanza con il paziente tale da superare la resistenza al cambiamento e ad assumersi finalmente le responsabilità del proprio benessere psicofisico.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-corpo-che-parla-i-disturbi-somatoformi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il counseling psicologico: una relazione di aiuto</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-counseling-psicologico-una-relazione-di-aiuto/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-counseling-psicologico-una-relazione-di-aiuto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia e benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2341</guid>

					<description><![CDATA[Il counseling psicologico è la relazione di fiducia tra il counselor e chi si trova in una momentanea difficoltà Da qualche tempo si sente parlare di “counseling psicologico” come fosse una nuova moda o l’ultimo argomento di conversazione. Ma di cosa si tratta esattamente? Il counseling psicologico è una relazione d’aiuto tra un esperto, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il counseling psicologico è la relazione di fiducia tra il counselor e chi si trova in una momentanea difficoltà</strong></p>



<p>Da qualche tempo si sente parlare di “counseling psicologico” come fosse una nuova moda o l’ultimo argomento di conversazione. Ma di cosa si tratta esattamente? Il counseling psicologico è una relazione d’aiuto tra un esperto, il counselor, e una persona che si trova in una momentanea difficoltà, il cliente. Fondamentale è il rapporto di fiducia che deve imperniare la relazione, sulla base della quale è possibile avviare un’esplorazione dei contenuti problematici e della formulazione di obiettivi da raggiungere. È naturale immaginare uno scenario in cui il cliente dapprincipio possa attivare un serie di vissuti ambigui, connotati da un lato da ansie e resistenze e dall’altro da interesse e curiosità. Il rapporto di counseling è del resto una situazione nuova che può suscitare sentimenti ambivalenti. Compito del counselor è allora quello di offrire un’accoglienza calda, ospitale e al contempo non invasiva. Solo dopo aver creato un’atmosfera cordiale e sincera il counselor ha il dovere di lavorare per consapevolizzare il cliente del proprio disagio e per fornirgli gli strumenti necessari affinché questi possa potenziare le proprie risorse con la finalità di contribuire in prima persona al proprio benessere psicofisico. Va da sé che nel corso di tutto il rapporto il counselor deve procedere sistematicamente a controllare l&#8217;andamento del percorso del cliente in rapporto agli obiettivi concordati precedentemente. Queste verifiche in itinere vanno intese come rilevazioni dell’efficacia degli interventi operativi al fine di poterli modificare qualora non rispondessero alle esigenze di quel preciso cliente e al contempo gli offrono una maggiore consapevolezza e un più alto sviluppo delle proprie potenzialità. Di fatto, la riflessione da parte del cliente sul proprio operato, sugli insuccessi e sui risultati raggiunti, promossa e incentivata dal counselor permette di mantenere nel tempo le nuove consapevolezze e produrre ulteriori cambiamenti.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/il-counseling-psicologico-una-relazione-di-aiuto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Punire o non punire? Cosa fare quando il bambino trasgredisce le regole</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/punire-o-non-punire-cosa-fare-quando-il-bambino-trasgredisce-le-regole/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/punire-o-non-punire-cosa-fare-quando-il-bambino-trasgredisce-le-regole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia e benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2339</guid>

					<description><![CDATA[La punizione è efficace solo quando l’altro è in grado di coglierne il significato Si sa non è sempre facile rispettare le regole: questo vale per gli adulti figuriamoci per i bambini. Di solito si ha difficoltà soprattutto ad accettare richieste difficili da mettere in pratica. In altri termini il bambino tenderà maggiormente a opporsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La punizione è efficace solo quando l’altro è in grado di coglierne il significato</strong></p>



<p>Si sa non è sempre facile rispettare le regole: questo vale per gli adulti figuriamoci per i bambini. Di solito si ha difficoltà soprattutto ad accettare richieste difficili da mettere in pratica. In altri termini il bambino tenderà maggiormente a opporsi a quanto viene percepito come problematico e complicato. Prima allora di intervenire con punizioni o castighi è importante comprendere quanto il comportamento desiderato sia stato compreso o comunque sia alla portata del bambino. È importante, allora, ridurre le nostre pretese in base a ciò che il fanciullo è in grado effettivamente di fare. Solo una volta semplificato il compito e reso accessibile è possibile intervenire con punizioni qualora il bambino trasgredisca nuovamente a quanto gli viene chiesto. Ma come deve essere questa punizione? Ci sono genitori che strillano, altri che sculacciano o altri ancora che vietano un’attività piacevole – non vedere la TV, non uscire al parco, non comprare un giocattolo, ecc – In realtà si è visto che la punizione per essere efficace deve avere determinate caratteristiche:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>deve essere immediata;</li>



<li>deve essere forte;</li>



<li>deve essere continua;</li>
</ul>



<p>Questo si traduce con una punizione che deve seguire prontamente il comportamento sbagliato senza posticiparla a un futuro remoto con minacce di saltare le vacanze estive o di non andare a una festa che si svolgerà tra qualche giorno. Naturalmente per quanto riguarda la forza della punzione essa dipende dalla sensibilità del fanciullo visto che alcuni sono ricettivi anche di una sola “occhiataccia” mentre per altri occorre un’azione più decisiva come una sonora sculacciata. E’, inoltre, fondamentale che la punizione sia continua ovvero che venga assegnata ogni volta è messo in atto il comportamento indesiderato. Punire in modo incostante autorizza il bambino a rimettere in scena il comportamento sbagliato, ogni volta se ne ripresenti l’occasione, visto che avrà la sensazione di averla vinta lui.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/punire-o-non-punire-cosa-fare-quando-il-bambino-trasgredisce-le-regole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Empowerment: il potere degli individui nell’affrontare i problemi e gestire il disagio</title>
		<link>https://www.psicoterapiaromaest.it/empowerment-il-potere-degli-individui-nellaffrontare-i-problemi-e-gestire-il-disagio/</link>
					<comments>https://www.psicoterapiaromaest.it/empowerment-il-potere-degli-individui-nellaffrontare-i-problemi-e-gestire-il-disagio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lepri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia e benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapiaromaest.it/?p=2337</guid>

					<description><![CDATA[L’empowerment è un percorso di crescita che offre un orientamento positivo alla valutazione e all’utilizzo delle proprie risorse È un “costrutto complesso che indica l’insieme di conoscenze, competenze, modalità relazionali che permette a individui e a gruppi di porsi obiettivi, di elaborare strategie per raggiungerli, utilizzando risorse esistenti” così come è stato definito da Anna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’empowerment è un percorso di crescita che offre un orientamento positivo alla valutazione e all’utilizzo delle proprie risorse</strong></p>



<p>È un “costrutto complesso che indica l’insieme di conoscenze, competenze, modalità relazionali che permette a individui e a gruppi di porsi obiettivi, di elaborare strategie per raggiungerli, utilizzando risorse esistenti” così come è stato definito da Anna Putton (Empowerment e scuola)<br>Acquisire appieno il significato dell’empowerment permetterebbe a ciascun individuo di dare un orientamento positivo alla valutazione e all’utilizzo delle proprie risorse. Sviluppare quest’area significa, infatti pensarsi nella situazione desiderata e valutarsi in termini positivi nella realtà in cui si vive, realtà che, pertanto è co-costruita anche dall’individuo. Del resto la strategia di empowerment&nbsp; implica una crescita dell’autonomia e un’assunzione di responsabilità, nel senso di consapevolezza del valore dell’influenza personale e della propria autodeterminazione. Così, come è stato ben illustrato dalla Psicologia di Comunità, che vede il suo principale rappresentante in Donata Francescato, l’empowerment implica un percorso di crescita che si caratterizza per:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Aggiungere e non cambiare;</li>



<li>Centrare l’intervento sulle risorse e non sui problemi;</li>



<li>Imparare dai successi pregressi e non dai fallimenti;</li>



<li>Valutare realisticamente la sensazione di avere solo scelte obbligate;</li>



<li>Aumentare il potere di scelta tra opportunità e alternative;</li>



<li>Individuare la forza e non il problema.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicoterapiaromaest.it/empowerment-il-potere-degli-individui-nellaffrontare-i-problemi-e-gestire-il-disagio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
